L’analisi proposta punta a compiere quel rovesciamento gestaltico rispetto alle tradizionali interpretazioni che aprirà alla comprensione, non solo del mito di Dedalo e Icaro, ma anche del nostro tempo. E’ la capacità di ragionamento[16] che gli è propria a permettere all’uomo di trovare il suo posto nel giusto mezzo che gli spetta. Costruire ali per permettere un radicale cambio di prospettiva, un allontanarsi verso l’alto che permetta una visione complessiva dell’inganno insito nel labirinto e che spinga l’umanità a sviluppare un pensiero in grado di comprendere e valutare la totalità. Marcella Continanza, La rosa di Goethe. del mito con una strategia narrativa mirante a sottolineare la fragilità di Icaro, a intensificare gli effetti patetici del racconto della caduta, osservata dallo specola del padre. Tra le sculture, la più nota è la statua frammentaria di tipo policleteo del Museo Nuovo dei Conservatori a Roma. Da ragazzina mi nutrivo di storie mitologiche volando con la fantasia e, a proposito di volo, c’è una storia che mi è rimasta particolarmente impressa ed è quella di Dedalo e di suo figlio Icaro. Studi su Platone e dintorni, 316. 310. Reificazione mostruosa, nel concepimento come nell’aspetto, del duplice tabù della zoofilia e del cannibalismo, trasformati in vivida verità che non possono essere semplicemente e privatamente negati nella loro realtà, ma per poter mantenere lo status quo devono essere rimossi dal visibile e nascosti in quella simbolizzazione dell’inconscio rappresentata dal labirinto[9]. “Ma quest’essere grande che possiede Genio inventivo, oltre ogni speranza Ora si volge al male e ora al bene. Tuttavia il labirinto non ha una soluzione, non esistono vie di fuga o passaggi segreti che la permettano. Il padre arrivò sano e salvo in Sicilia dove costruì un tempio dedicato ad Apollo, in memoria del figlio. Il cammino emancipativo dell’umanità è tortuoso e avvolto nella nebbia, il rischio di smarrirsi accompagna ogni passo; e d’altra parte se si fosse trattato di una strada diritta non staremmo dove stiamo, e cioè a valutare il successo di una persona sulla base del numero di optional che monta sulla macchina. Il Minotauro è una figura che ha affascinato artisti di ogni epoca storica proprio in virtù della sua duplice natura di uomo e animale. Migrazioni, trasmigrazioni e laboratori della psiche, 347. La seconda struttura che incontriamo nel nostro percorso è quella del labirinto. i miti restano, La Morte di Sigfrido dal Goetterdaemmerung di Sigfried Wagner, ispirato alla saga mitologica nordica dell’Anello dei Nibelunghi. Per uscirne è necessario entrarvi. Non è un immagine casuale, Icaro non viene distrutto dal calore, assorbito da esso, nonostante tutti i suoi sforzi il sole rimane irraggiungibile e il suo destino è quello di precipitare scomparendo tra i gorghi. E’ interessante osservare come il peccato originale da cui scaturisce quest’essere mostruoso è un peccato del maschile, un peccato del padre; padre e re e quindi peccato della comunità stessa come struttura sociale. Roberto Fumagalli, Carlo Michelstaedter. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 2 ott 2020 alle 08:51. [8]  Pur non apparendo direttamente all’interno del racconto, il suo ruolo rimane quello di un primus movens: La caratteristica fondamentale del minotauro è appunto il suo essere al medesimo tempo uomo e animale, creando una figura dove questi due aspetti non possono essere esaminati singolarmente ma nella loro unione. Ecco che il nostro labirinto prende forma con le sue luci e le sue ombre, gli antri oscuri e i cortili da cui vedere il sole, una costruzione dell’uomo, dove perdersi e dove ritrovarsi. E’ la fuga da un labirinto a determinare la sconfitta, la soluzione dello stesso. Un percorso dove il rischio di fallire è costante, fallimento che nel mito si concretizza simbolicamente in due opposti tra loro correlati: il cielo e la terra[21], il destino estraneo all’uomo proprio rispettivamente delle bestie e degli dei. Spesso i mali… l’ingegno: è il motivo [12] Nel momento in cui l’uomo rompe il patto comunitario, garantito all’interno del mito dal diritto degli dei, ecco che nasce qualcosa del tutto inconciliabile, che mette in discussione la sua stessa esistenza. La definizione sembra allora ottenere completa compatibilità, e se leggiamo anche il libro E dell’Etica Nicomachea, vediamo come l’anima sia dotata di ragione: tuttavia per Aristotele anima è comunemente intesa come sinonimo di sinolo umano, dunque forse lògon èchon va anche qui inteso come l’uomo stesso, in quanto dotato della componente razionale dell’anima. Spetterà poi al lettore stabilire se si è trattata di un’indebita oppressione di un mito greco sul letto di Procuste della critica sociale oppure se le suggestioni suggerite dal percorso avranno contribuito ad allargare la comprensione del mondo attuale. Poesie, 289. I toni di grigio delineano le figure di Icaro che cade imperturbabilmente verso il basso, perdendo le ali ed entrando definitivamente nella storia, o meglio nel mito. Saggio sulle origini del nichilismo, 284. 75 A Icaro piace la nuova strada e, deposto il timore, vola più forte, audacemente. Desiderio rappresentato dalla voracità insaziabile del minotauro che come il capitale non si ferma nemmeno di fronte alla vita umana per poter soddisfare la sua fame inestinguibile. 309. Marc Chagall, La Caduta di Icaro, 1975. Tra religione, filosofia e antropologia, 330. Esercizi filosofici su sofferenza, desiderio e tempo, 355. 9. Ma, avvicinatosi troppo al Sole, la cera si sciolse e Icaro cadde nel mare che da lui fu detto Icario. Fernanda Mazzoli, Di argini e strade. Una interpretazione filosofica, 301. [22] ”L’uomo è intermedio tra dei e animali” (Plotino, Ennade III). Può un mito antico più duemilacinquecento anni raccontare e interpretare il presente? Un luogo catartico nel quale ci si trova di fronte all’ombra, una sorta di bozzolo nel quale troviamo la possibilità di reale riscatto o di perdita definitiva. Maura Del Serra, L’albero delle parole, 286. Perdersi nelle strade di una città, è un modo per avvertire quanto questo assomigli alla nostra mente, alla nostra vita; può essere un esercizio per reggere lo spaesamento incombente.”. Silvia Fazzo, Alexander Arabus. Se anche un solo buon ricordo ci accompagnasse sempre, anche quello basterebbe un giorno alla nostra salvezza. Costruito da Dedalo su ordine di Minosse è il luogo della prigionia del Minotauro, e il luogo in cui il suo costruttore venne rinchiuso insieme al figlio. Se il mondo di Weber è un esito finale, un destino ineluttabile a cui piegarsi e contro cui ogni battaglia è destinata a fallimento più o meno eroico, ecco, nascosta nel cuore del labirinto batte la speranza. Alberto Gajano, Dialettica della merce, 321. Dedalo non riceverà aiuti esterni per fuggire, non l’appoggio di dei o salvatori, può contare solo sulle sue forze, sul suo ingegno, sulle sue scelte: sulla sua prassi, intesa come azione trasformatrice. Daniele Orlandi, Scrivere il risentimento. Artefice fino in fondo delle sue fortune, così come delle sfortune, Dedalo, allora, per fuggire insieme al figlio, progetta la costruzione di un paio d’ali[15]. un ponte gettato verso la trascendenza. A questo punto il mito ci mette di fronte a due figure fondamentali che si sovrappongono. Salvatore A. Bravo, L’albero filosofico del Ténéré. Le rappresentazioni più antiche, di età classica, mostrano già questa ambivalenza. a cura di Roberto Pinetti - Artepsiche.it. Inoltre, Dedalo è presente nella pittura di Brill e in una serie di sculture di Antonio Canova. Arianna Fermani, Divorati dal pentimento. E’ necessario una sorta di salto quantico di consapevolezza per fuggire da questa prigione. Parentela e origine del mito Figlio di Dedalo e di Naucrate. This website uses cookies to improve your experience. [19] A questo proposito, cfr. Il corpo languido è l’impronta del malinconico sentimentalismo dell’autore, l’ostentato abbandona di Icaro è il segno che il progetto è fallito. Il peccato originale è dunque un peccato di accumulo, il desiderio di possedere ciò che era destinato agli dei[10]  crea il minotauro, che appunto reifica il desiderio sfrenato e che continuamente ha da essere alimentato tramite il più terribile dei sacrifici[11], senza poter essere eliminato. L’uomo che vuole agire in questo modo, mi stia sempre lontano dalla casa e dal cuore” (Sofocle, Antigone. Il labirinto è il regno del capitale, il regno del minotauro nel quale Dedalo è imprigionato e noi con lui. Si è trattata, dunque, di un’operazione lecita? 298. [7] “Costellazione”, quale “rete di simboli” afferenti ad uno specifico motivo archetipico. Con che diritto abbiamo preso un mito dell’antica grecia per porlo alla base di una critica della società capitalista e del suo necessario, qui utilizzato nel senso di necessità storica e non d’inevitabilità, superamento. Il tentativo di affrontarli in questo strada apre unicamente la porta a nuovi labirinti e nuovi mostri e la futura storia di Teseo ce lo mostra molto bene. E’ proprio a questa natura a cui dobbiamo aggrapparci per trovare una strada che ci porti al dì là di questa gabbia: una natura umana che è nella sue radici profonde incompatibile col sistema capitalista. Un’introduzione alla tragedia greca, 332. In questo mito i significati simbolici sono molti: l’abilità di Dedalo cui si accompagnano atti turpi e sventure; la metafora del volo; la figura di Icaro; la caduta; l’ucciso e la sua anima vendicata… E questo per l’intrinseca falsità che sta nel profondo della riproduzione capitalistica, a livello strutturale così come nel piano simbolico. [11] Sette fanciulli e sette fanciulle. Icaro (gr. Antonio Fiocco, Difendere in tutti i modi la progettualità, Alessandro Pallassini, Note marginali per la progettazione di un comunismo della finitezza a partire da Spinoza, Claudio Lucchini, Annotazioni sulla progettabilità del bene etico-sociale e sulla determinatezza materiale-naturale dell’uomo, Lorenzo Dorato, La progettualità come necessaria riflessione sui destini collettivi e sociali, Giacomo Pezzano, Il vero punto filosofico da scavare è che cosa si voglia intendere con “progettualità”, Senso e valore della filosofia. [17] Y. Varoufakis, Il Minotauro Globale. Poi fai colare il cielo scuro in tutta la sua figura. Mario Vegetti, Scritti sulla medicina ippocratica, 295. Giovanni Casertano, Venticinque studi sui preplatonici, 319. Abbiamo quindi individuato le cinque strutture fondamentali da cui partire nell’interpretazione del mito. per lui Dedalo costruisce il labirinto dove sarà rinchiuso insieme al figlio. Massimo Bontempelli, Gesù di Nazareth. Dedalo è responsabile del suo concepimento, costruendo la giovenca di legno che permetterà a Pasifae, moglie di Minosse, l’incestuoso accoppiamento. Breve saggio sul concetto di logos come misura dei beni della comunità sociale. La Caduta di Icaro è un dipinto a olio su tavola (73,5x112 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1558 circa e conservato nel Museo reale delle belle arti del Belgio. Per scappare, Dedalo costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. [2], Icaro è caduto. Marino Gentile, Il problema della filosofia moderna, 343. Nonostante la rovinosa caduta del personaggio, il suo corpo è intatto, come se, sorpreso da un improvviso cedimento delle forze fisiche, si fosse addormentato sullo scoglio. [8] Per citarne alcuni Durenmatt, Borges, Dante per la letteratura, Dali, Picasso, Watts per le arti figurative. La caduta di Icaro e il suo perdersi nell’abisso rappresentano il rischio dell’illimitatezza: non soddisfatto di essere sfuggito al minotauro, il suo desiderio di raggiungere gli dei, è l’errore di chi non accetta la sua natura ma vuole spingersi oltre il giusto limite. Il minotauro, quindi, come unione bestiale tra uomo e animale, frutto del cedere al desiderio irrefrenabile e innaturale, alle pulsioni irrazionali interne all’essere umano.