Così facendo, ripetendo la divisione per ogni aspetto di nostro interesse fino a giungere all'oggetto d'indagine, l'intero di partenza sarà alla fine diviso nelle sue varie forme (eidos). 1/12. al grupo de aquellas realidades ‘incorpóreas’ hacia las que apunta toda la investigación. Inoltre, il filosofo discute anche di dottrina della conoscenza, attraverso la metafora della linea e il mito della caverna (Libri VI e VII), e affronta il problema dell'immortalità dell'anima (il mito di Er, nel Libro X). Platone è l'unico filosofo antico di cui ci sono giunti tutti gli scritti, ordinati in nove tetralogie dal grammatico alessandrino Trasillo di Mende (I secolo d.C.). Il Sofista, insieme ai dialoghi Teeteto e Politico, costituisce una trilogia, l'unica riconoscibile nel corpus platonico. IRIS Università degli Studi di Bologna; ARIC UNIBO; 1 - Contributo in rivista; 1.01 Articolo in rivista; L'ordito e la trama: Il Sofista platonico e la tessitura del logos; Italiano . La politica occupa nel pensiero filosofico di Platone una parte molto rilevante e prominente ed è proprio per una motivazione politica, come sappiamo e come dice lui stesso, che Platone intraprende la sua ricerca filosofica. sarà sempre molto attento al legame tra filosofia e politica. Il Politico, insieme ai dialoghi Teeteto e Sofista, costituisce una trilogia, l'unica riconoscibile nel corpus platonico. Punto di partenza è la constatazione che la pesca con la lenza è un'arte, e che le arti possono essere poietiche, cioè creano qualcosa, oppure preposte ad acquistare qualcosa; nell'arte dell'acquistare, a sua volta sono distinguibili l'arte dello scambiare e quella di impadronirsi di qualcosa contro la volontà di qualcuno; quest'ultima arte dell'"impadronirsi", poi, può essere esercitata apertamente, e in questo caso si parla di "lotta", oppure celatamente, e abbiamo la "caccia"; la caccia, a questo punto, può essere o di prede inanimate oppure vive, e nel caso di caccia a esseri viventi bisogna distinguere tra chi caccia animali terrestri e chi invece animali "remiganti", i quali, a loro volta possono essere alati o acquatici. Il Politico un dialogo scritto da Platone in seguito al suo secondo viaggio in Sicilia (366-365 a.C.)[1] e dedicato, come si evince dal titolo, a temi politici. [18] Con questi dialoghi Platone inizia a porre in campo le questioni che saranno centrali nei dialoghi della vecchiaia (detti anche "dialettici"). L'ente poi in quanto a sua volta ha parte del diverso dagli altri generi, ed essendo diverso da tutti quelli, non è nessuno di essi è tutti gli altri insieme eccetto se stesso, tanto che a sua volta l'ente indiscutibilmente per mille cose e in mille situazioni non è, e così anche gli altri generi, sia uno per uno che tutti insieme, in molti modi sono, in molti altri no.», Essere e non essere spiegano l'esistenza di vero e falso non come interni alle cose, ma esistenti nel mero giudizio. A chiusura del periodo giovanile trovano posto il Gorgia, il Protagora e il Menone. di _kia96_ Ominide 1825 punti. [21] Lo stile, come si è visto, cambia: dal dialogo narrato si passa, per tramite del Teeteto, alla forma drammatica. Vengono così affrontati i quesiti che erano rimasti irrisolti nel Teeteto e nel Parmenide, dialoghi aporetici a cui si fa esplicito riferimento in vari passaggi della discussione:[1] dimostrando dialetticamente l'esistenza del non essere, Platone supera le aporie di questi due dialoghi, riguardanti l'essere e l'errore, definendo il non essere come modalità dell'essere, come diversità ("essere altro da"). Contenuto dell'opera. Prima di tale data, sembra che il giovane filosofo si sia dedicato alla composizione di tragedie, date alle fiamme a seguito dell'incontro con il maestro. [7], Gli studiosi sono oggi concordi nel ritenere che Platone abbia iniziato a scrivere i suoi dialoghi nei primi anni successivi alla morte di Socrate (399 a.C.). Segui tutte le lezioni complete. In questi anni, che vengono definiti "della maturità", Platone continua a nascondersi dietro la figura del maestro, dedicandosi però allo studio della «scienza del Bene»: il filosofo formula infatti quella che poi sarà ricordata come la dottrina delle idee, sviluppando temi che erano già presenti negli ultimi dialoghi aporetici. Condividi questa lezione. Platone: i dialoghi e i miti Istituto San Luca - Moncalieri a cura della Prof.ssa Giusy Cavalieri 2. Per approfondire la questione, si può consultare John Palmer, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sofista_(dialogo)&oldid=113562195, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, cacciatore di giovani ricchi e famosi (223b), commerciante all'ingrosso di nozioni inerenti all'anima (224b), venditore al minuto di nozioni inerenti all'anima (224d), venditore di prodotti fatti in casa (ibidem), esperto di eristica finalizzata al guadagno (225e), purificatore dell'anima dai falsi concetti (la, uomo capace di discutere di qualsiasi argomento (231a). Inoltre, quando si parla di sofistica non si può dimenticare l'eristica, l'arte del "battagliare" con i discorsi in modo da mettere a tacere l'avversario: il sofista, nel senso dato dalla definizione 4, è dunque paragonabile a un lottatore che combatte con le armi dei logoi. Con il Fedro Platone torna in grande stile al dialogo drammatico, scelta che indusse qualche studioso ad inserirlo tra i dialoghi giovanili. L'essere stesso viene così ricondotto al discorso, al pensiero, poiché il falso consiste nel dire di una cosa che è di una specie invece che di un'altra, nel dire cioè di una cosa un essere che non le appartiene, e quindi dire che è ciò che non è. Ciò inoltre spiega la mancanza nel corpus platonico di un dialogo intitolato Filosofo, in cui presumibilmente si sarebbe dovuta ricercare la definizione di «filosofo», così come veniva richiesto da Socrate all'inizio del Sofista. L'apertura dell'Accademia nel 387 a.C. spinse Platone a indicare gli obiettivi del suo insegnamento, cercando di far leva sugli aspetti della disciplina che sarà oggetto di studio. [4] Facendosi pagare per i propri insegnamenti, il sofista può anche essere visto come un commerciante che in cambio di denaro fornisce nozioni inerenti all'anima (definizione 2) - aspetto che viene ulteriormente specificato con la definizione 3. In questo dialogo, infatti, Protagora si propone come «maestro di virtù», sulla base del presupposto che la virtù si possa insegnare 6. Tuttavia, recenti analisi stilometriche hanno autorevolmente dimostrato una datazione ben più tarda.[19]. Anzitutto, il dibattito verte sulla figura di Alcibiade e sul suo rapporto con Socrate: com'era stato possibile che il più famoso discepolo del filosofo si fosse reso protagonista dello scandalo delle erme, e fosse poi risultato un politico corrotto? Dall'analisi emergono sei definizioni: A ciò si aggiunga che il sofista, per quanto concerne l'oggetto della sua tecnica, appare come un: Anzitutto, il sofista mostra di essere simile al pescatore con la lenza, poiché entrambi sono accomunati dall'attività di caccia; ma mentre il pescatore caccia animali acquatici, il sofista ricerca giovani ricchi e facoltosi, attirandoli con la promessa di renderli, dietro compenso, uomini sapienti e virtuosi (definizione 1). A ciò si sono aggiunte, a fine Ottocento, le analisi stilometriche, che hanno confermato (eccetto che in rari e curiosi casi) i risultati fino ad allora raggiunti. Il pensiero è discorso, inteso come dialogo muto che l'anima intrattiene con sé stessa (263e), ed è sempre pensiero di qualcosa, e mai di nulla. Ricapitolando, elenchiamo il probabile ordine dei dialoghi nelle tre fasi di cui si è detto. Da questa domanda ha inizio la sezione centrale del dialogo, dedicata alla discussione delle tematiche inerenti all'essere e il non essere, con particolare attenzione alla dottrina di Parmenide. [12] Inoltre, connessa alla difesa di Socrate è anche la critica della cultura tradizionale ateniese, che investe l'ipocrisia religiosa (Eutifrone), la poesia (Ione), la vacuità dell'oratoria democratica (Menesseno). Dopo aver mostrato come si deve impiegare il metodo diairetico con l'esempio del pescatore con la lenza, lo Straniero di Elea può ora occuparsi, insieme a Teeteto, dell'argomento della discussione, cioè il sofista. Già a partire dai primi decenni dell'Ottocento, però, filosofi e filologi si sono posti il problema dell'autenticità e della datazione dei singoli dialoghi, e a questo scopo sono state percorse due strade: da un lato, si è studiata l'evoluzione del pensiero dell'autore, ordinando i dialoghi in base allo sviluppo delle sue dottrine principali (specie la dottrina della idee); dall'altro, sapendo da fonti antiche che l'ultimo suo scritto dovrebbe essere Le leggi, si è tentato di individuare un'evoluzione stilistica in base alla somiglianza con lo stile di quest'ultima opera. Dialoghi in inglese sul Progetto Gutenberg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dialoghi_platonici&oldid=113561198, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, deve mirare a un sapere “misurato”, e non ad un numero indeterminato di nozioni (, si qualifica come «scienza di sé e delle altre scienze» e «conoscenza del bene e del male» (, mira alla conoscenza dell'«amico primo, a causa del quale diciamo che tutte le altre cose sono amiche tra loro» (. Morri (ISBN: 9788863362589) from Amazon's Book Store. Il genere dialogico ha avuto la sua massima espressione in Platone, che in forma di dialogo ha concepito la maggior parte dei suoi scritti, soprattutto quelli giovanili, che hanno Socrate come protagonista. Everyday low prices and free delivery on eligible orders. [10], Il primo scritto di Platone, sulla cui autenticità non vi è controversia alcuna, è l'Apologia di Socrate, scritta probabilmente attorno al 395 a.C. nello stesso periodo del Critone, di cui è incerta l'antecedenza all'Apologia. Apologia di Socrate - Critone - Ione - Eutifrone - Carmide - Lachete - Liside - Alcibiade primo (1) - Alcibiade secondo (1) - Ippia maggiore (1) - Ippia minore (1) - Menesseno - Protagora - Gorgia, Clitofonte (1) - Menone - Fedone - Eutidemo - Simposio - La Repubblica - Cratilo, Demodoco (2) - Sulla giustizia (2) - Sulla virtù (2) - Sisifo (2) - Erissia (2) - Assioco (2), Alcibiade secondo (2) - Amanti (2) - Ipparco (2) - Minosse (2) - Teage (2) - Epinomide (2), Dall'interpretazione tradizionale si discosta l'autorevole studioso statunitense Charles Kahn, secondo il quale non vi sono basi per poter datare con sicurezza i dialoghi di Platone, considerato che essi sono il risultato di successive revisioni operate dall'autore durante tutta la vita. Il procedimento è così sintetizzabile: preso un «tutto uno» (ólon), lo si divide nelle due parti/aspetti complementari che in esso sono riconoscibili, e di queste due parti si sceglierà quella che interessa per la ricerca in corso, dividendola a sua volta in due. Bisogna però essere prudenti nello svolgimento di questo metodo, poiché è facile sbagliarsi e commettere errori. Per facilitare il compito a Teeteto, lo Straniero decide di iniziare con un oggetto ben più semplice: il pescatore con la lenza (218e). Con l'avanzare degli anni, Platone sembra dedicarsi a riformulare sotto una nuova luce le dottrine avanzate negli anni precedenti. Cfr. È bellissimo separare direttamente dal resto l'oggetto della ricerca, nel caso in cui questo si svolga in modo corretto, come tu poco fa hai fatto, quando, ritenendo di avere tra le mani la distinzione, hai affrettato il discorso, vedendo che si orientava verso gli uomini; ma, amico, è molto più sicuro procedere tagliando attraverso le parti mediane, e sarà più facile imbattersi nei tratti distintivi delle cose.», In questo modo è possibile studiare meglio l'oggetto di indagine e le differenze tra le varie arti (technai), poiché il metodo diairetico permette di, «comprendere l'affinità e la non affinità, e sotto questo aspetto le considera tutte alla pari, e per la somiglianza non stima le une più ridicole delle altre, e in nulla stima più nobile colui che spiega la caccia tramite la strategia, piuttosto che con l'arte di ammazzare i pidocchi, ma al limite più presuntuoso.». La definizione 5 mette in imbarazzo i due interlocutori, poiché il sofista sembra essere accomunabile al filosofo, il quale, simile a un medico, mette in atto una purificazione dello spirito. 2/12. Oltre al Filebo, l'ultimo scritto in cui è il maestro a condurre il dialogo, vediamo Socrate perdere il ruolo di protagonista (Sofista, Politico), diventare un personaggio secondario (Clitofonte, Timeo, Crizia, scritti in forma di trattati), e infine scomparire del tutto (Leggi ed Epinomide). Fornisce a ricercatori, amministratori e valutatori gli strumenti per monitorare i risultati della ricerca, aumentarne la visibilità e allocare in modo efficace le risorse disponibili. Al termine del Teeteto (210d), Socrate rimanda la continuazione della discussione alla mattina successiva, dandosi appuntamento con Teodoro nello stesso posto; il rinvio è al Sofista , che infatti vede gli stessi personaggi, a cui si aggiunge lo Straniero di La crisi del platonismo nel Sofista e nel Politico (Pubblicazioni del Dipartimento di filosofia) (Italian Edition) [Roggerone, Giuseppe Agostino] on Amazon.com. Così facendo, lo Straniero risale ai 5 generi sommi, i 5 predicati fondamentali da cui discendono tutte le cose: Il primo principio è l'essere; il problema sorge però quando si passano a osservare il secondo e il terzo genere, identico e diverso, e il quarto e il quinto, stasi e movimento: identico e diverso non sono la stessa cosa, come un oggetto in movimento non può essere fermo, e viceversa. Divisione in: 1) scienza pratica. Si è così giunti a distinguere la "caccia agli uccelli" dalla "pesca", ma la ricerca non finisce qui. I consigli di Platone e dei classici greci per la vita politica: Luca Grecchi: 9788890247064: Books - Amazon.ca Nei dodici anni seguenti, trascorsi tra brevi soggiorni ad Atene e una serie di viaggi dentro e fuori i confini dell'Ellade (Italia meridionale, Egitto), due fatti lo convincono a riprendere la scrittura a favore dell'insegnamento del maestro: l'opuscolo diffamatorio di Policrate contro Socrate, e l'apertura della scuola di retorica di Isocrate (390 a.C.).[11]. IL SOFISTA DI PLATONE E IL PROBLEMA DEL DIVENIRE NEL PENSIERO ANTICO: Rosanna Lissoni: Books - Amazon.ca E inoltre, era lecito equiparare Socrate ai sofisti? Platone è di famiglia ateniese aristocratica, discendente dal legislatore Solone. Qui Platone espone le sue tesi sulla costituzione della città-stato ideale, la Kallipolis, una città governata dai filosofi in vista del Bene e del meglio, la cui popolazione è organizzata in tre classi ad immagine dell'anima umana. Nella presente ricerca vengono interpretati i dialoghi socratici scritti da Platone attraverso un'analisi letteraria e socio-politica, oltre che filosofica. L’ateniese Platone (428-347 a. C.) dedica a Protagora un dialogo, in cui si assiste a un dibattito tra il sofista e Socrate (il maestro di Platone) a proposito della virtù. Affermare di poter dire il non essere significa violare un caposaldo dell'ontologia di Parmenide, quello secondo cui il non essere non si può né dire né pensare (237a). Videolezione tenuta dal Prof. Lamberto Giannini. *FREE* shipping on qualifying offers. by Lorenzo. Inoltre, va ricordato ancora una volta che queste tesi riscuotono scarso successo tra i membri della comunità scientifica. Oltre a questi, gli studiosi moderni concordano nel considerare spuri anche alcuni dialoghi ritenuti autentici dagli antichi: Definizioni, Ipparco, Minosse, Amanti, Teagete.[3]. Infine, lo Straniero dà un'ultima definizione di "sofista". Nel Sofista, Socrate come da accordo si incontra con Teodoro e i suoi allievi per continuare la discussione del giorno addietro. La crisi del platonismo nel Sofista e nel Politico (Pubblicazioni del Dipartimento di filosofia) (Italian Edition) Non è infatti casuale che, alla richiesta di Socrate in 217c, lo Straniero decida di partire proprio dal sofista: una volta compreso quale sia il sapere proprio del sofista, sarà più facile individuare il sapere del filosofo e del politico. Qui si mostra in tutta la sua chiarezza l'ambiguità che è propria del sofista, il quale esercita la propria arte mimetizzandosi e fingendo di essere altro da sé. A tale scopo, Platone adotta una nuova forma letteraria, passando dal dialogo diretto a quello narrato: come scrive nel Libro III della Repubblica, un uomo saggio, quando riporta un fatto, deve preferire la forma narrata a quella mimetico-drammatica, tipica invece dei poeti.[17]. Il Sofista: l'ontologia platonica Appartenente insieme ai dialoghi Teeteto e Politico ad una vera e propria trilogia, il Sofista è un dialogo che, dedicato a temi ontologici, appartiene al periodo dei cosidetti dialoghi dialettici o della vecchiaia, cioè l'ultima fase della produzione di Platone. [1], Alcuni dialoghi, definiti pseudo-platonici o spuri (in greco nothoi, cioè apocrifi), sebbene attribuiti a Platone, erano considerati non autentici già dall'antichità, e per questo motivo esclusi dal corpus delle sue opere. Egli è interessato al successo nella vita politica, non alla ricerca della verità. Liquidare la tesi di Parmenide sul non essere è di estrema importanza per sbarrare la strada agli inganni del sofista, per poterlo definire con rigore ed evitare che si confonda con il filosofo, con colui cioè che purifica l'anima dagli errori. Vi sono dunque due momenti: il primo consiste in una divisione (diairesis), mentre il secondo in un'unificazione (coinonia).[3]. [6], Il sofista si rivela dunque una figura perniciosa, dai tratti sfuggenti, che bisogna a tutti i costi delineare in modo netto, così da evitare confusione. Come emerge anche dagli altri dialoghi platonici dedicati alla critica della sofistica, per parlare di qualcosa è necessario conoscere l'argomento di cui si parla; il sofista, invece, non possedendo conoscenze specifiche, non potrà mai contraddire un esperto (233a). Il Sofista (Σοφιστής) è un dialogo di Platone dedicato a temi ontologici e risalente al periodo dei dialoghi cosiddetti dialettici, o della vecchiaia – ovvero l’ultima fase della produzione del filosofo. Il Sofista un dialogo di Platone dedicato a temi ontologici e risalente al periodo dei dialoghi cosiddetti dialettici o della vecchiaia, cio l'ultima fase della produzione del filosofo. Euclide, infatti, nel riportare il dialogo all'amico Terpsione, sceglie di leggere un resoconto che si era appuntato dopo averne sentito parlare da Socrate, e che aveva successivamente corretto con l'aiuto del filosofo: nel fare questo, spiega Euclide, ha però evitato di inserire frasi come «disse» oppure «convenne», che appesantiscono inutilmente la lettura. Sarà proprio in questo contesto che lo Straniero e Teeteto si imbatteranno nel problema del non essere: come può un'immagine essere la raffigurazione di ciò che non è? Everyday low prices and free delivery on eligible orders. Nel corso del dialogo Platone analizza questa figura e il suo sapere, capendo anche se e in che modo si distingua dal filosofo. Nel Fedone, il dialogo dedicato alla morte di Socrate, Platone torna sulla dottrina della reminiscenza e fornisce l'unica definizione di «idea» dell'intero corpus; nel Simposio tema centrale è l'Eros filosofico, che tanta fortuna avrà nella filosofia e nella letteratura occidentale successiva; vi sono poi il Cratilo, dedicato ad argomenti di carattere semantico, e l'Eutidemo, teso a dimostrare l'inconsistenza dell'eristica. Infine, il Teeteto segna un punto di svolta verso il definitivo ritorno al dialogo diretto. Socrate acconsente a rendere partecipe l'ospite della discussione, e gli pone una richiesta: cercare di trovare una definizione per le parole "sofista", "politico" e "filosofo". Lo Straniero decide di condurre l'indagine con il metodo diairetico, aiutato dal giovane Teeteto lì presente, cercando inizialmente la definizione di un tipo umano più semplice da illustrare, il "pescatore con la lenza", per poi spostarsi su quella più complessa del "sofista". Tutti i generi dunque sono collegati all'essere (che è molteplice) e per questo motivo sono e non sono enti. [9], Una definizione simile viene data da Socrate in, Illuminanti al riguardo sono le parole di. [23], Elenco dei dialoghi in ordine cronologico. Alla ricerca di una definizione per il “ Inoltre, va ricordato che in nessun dialogo Platone compare in prima persona:[6] gli studiosi quindi, di volta in volta, hanno cercato di individuare un personaggio che fosse il portavoce dell'autore. I dialoghi platonici hanno una forte componente teatrale, in cui gioca un ruolo chiave l'ironia. Il Sofista, insieme ai dialoghi Teeteto e Politico, costituisce una trilogia, l'unica riconoscibile nel corpus platonico. [13] Oltre a ciò, Platone si discosta via via dalla pura dottrina socratica per formulare un quadro introduttivo alla sua indagine, dimostrando che la filosofia:[14]. Spesso è lo stesso Socrate a ricordare interi dialoghi, talvolta narrandoli ad amici, talvolta rivolgendosi direttamente al lettore; altre volte, voce narrante del dialogo può essere un personaggio che ha assistito alla discussione senza prendervi parte (come nel Fedone), o che ne ha semplicemente sentito parlare da altri (come nel Simposio o nel Parmenide). Alla ricerca di una definizione del "sofista", figura che si rivelerà sfuggente e che agli occhi di molti appare simile al "filosofo", o addirittura al politico, lo Straniero di Elea si ritroverà a dover affrontare il tema del non essere e compiere un parricidio ai danni di Parmenide: il sofista, infatti, con i suoi discorsi falsi e ingannevoli, fa apparire come essente ciò che non è, contravvenendo in questo modo al monito di Parmenide: "Ciò che non è non devi forzare ad essere" (Sofista, 237a). [7] Esercitando la diairesi, tuttavia, si divide ogni techne in due specie tra di loro contrarie, di ognuna delle quali si deve dire che non è l'altra: per definire il sofista, in ultima analisi si deve dire che cosa egli non è - ma affermare questo significa superare l'ontologia parmenidea, questione di non poco conto che impiega la gran parte delle energie dei due interlocutori. Al periodo della tarda maturità (tra il 368 e il 365 a.C.) vengono solitamente ricondotti tre dialoghi, che chiudono la seconda fase della produzione platonica per aprire la terza: il Fedro, il Parmenide e il Teeteto. Per questo motivo la prima parte del Sofista (e così sarà anche nel Politico) viene dedicata a questioni metodologiche, ricercando di definire una techne generale che si avvicini il più possibile alla techne da studiare, così da poter fare luce su quest'ultima. «Noi, infatti, da tempo diciamo di lasciar perdere il contrario dell'essere, che ci sia o no, se è passibile di esame razionale o se è del tutto irrazionale. Tutto ciò che è, che partecipa dell'essere, risulterà anche non essere – e così anche le idee saranno identiche a se stesse, ma diverse le une dalle altre, poiché l'una non sarà l'altra; la realtà trascendente pertanto si articolerà in una molteplicità di enti, dei quali l'uno non sarà l'altro. Urge allora approfondire la questione, e compiere quello che lo Straniero definisce un «parricidio» ai danni del grande filosofo suo connazionale (241d). (258 b-c) metodo dialettico come metodo di indagine su cosa sia il politico si iscrivono le cose in ambiti maggiori e poi dividendo man mano si ricavano sottoinsiemi con i quali si individua meglio l’oggetto. Scopri il significato di 'dialogo platonico' sul Nuovo De Mauro, il dizionario online della lingua italiana. Trama. Al termine della guerra del Peloponneso (404 a.C.) Atene viene sconfitta da Sparta, che impone alla città un regime oligarchico (Trenta Tiranni, 403 a.C.), subito però rovesciato da una rivolta popolare sostenuta dal partito democratico. E se nella contrapposizione tra Stasi e Movimento è possibile riconoscere, rispettivamente, i concetti fondamentali su cui si basano le opposte filosofie di Parmenide ed Eraclito, Identico e Diverso rinviano ai concetti fondamentali della logica che saranno oggetto delle posteriori analisi aristoteliche. Come emerge dall'abbozzo della definizione 7, il sofista vanta di essere in grado di insegnare qualsiasi cosa, di saper parlare di qualsiasi argomento e contraddire con i suoi discorsi qualsiasi avversario;[5] ma un uomo può essere davvero onnisciente? Da qui, risalendo a ritroso seguendo le varie ramificazioni ottenute, è possibile ritrovare la definizione dell'oggetto studiato, unificando i vari aspetti di nostro interesse. Dopo la morte di Socrate, Platone, insieme ad altri socratici, aveva preferito riparare a Megara, presso la scuola del condiscepolo Euclide. Lo Straniero passa pertanto ad elaborare una settima definizione che colga più da vicino l'aspetto illusionistico del "logos sofistico, concentrandosi sul tema della tecnica mimetica che produce immagini difformi dalle cose rappresentate.